D I S V L\A 7^ D I \A 7^. 231
s'era la battaglia cominriata>erano femprejlate in ca~
fella ginocchionii pregando con molte lagrime dfigno
re Iddio, cbe ham fie hauuto pieta di loro; qui furono
perle mani di coftoro difarmati i caualiert; ma le jpa-
de,che erano infino al munico time di fangue.nonfi po
tettero mat cauarc da liguantiy e da le manifincbe con
acqua calda non ft rifcaldbye liquefece ilfangue,cbe vi
era congelato,& indurato; toltiftgli elmi di tefla, mo~
flrarono i lor uifi tutti fignati > & pifli dalle pt rcojje,
cbe non erano gia per queflo da quelle [ignore giudicati
brutti>an%i p'm belli ajjaiyche primayconfideyando con
quanto ardimento,& valore, et in quanto pericolo del
le uite loro bauejjero quelli colpi riceuuti,e pofii toflo a
tauola, mangiarom con molto piacere, e V Imperatore
dimandaua loro tuttoquello cbebaueuaho it dlpajjato,
e II lodaua forte del gran ualore loroy & effi narrauano
U piacere chebaueuanohauuto quandogVelefanti rug
gendo sandauano fcuotendo intornoper I'oglio caldo$
c pece,che pioueua lor fopra;onde cadeuano giu i cafteL
lh& ipagani cbe vi erano dmtromedefimamente con
le gambe in fu, e col capo ingiu> I'un fopra laltro, in
tnodo>chcfra quelli perlcoli non haueuano effipo
tutorattenerelerifa. Con quefte,e con al-
tre piaceuole%ge% nepajjarono la ce-
na, fincbe venne I bora di an-
darfi a ripofare,et d dor
mire>chene haueuano gia
affai dihifo-
gno.
Come